BMW Creative Lab: il progetto “2.0”

Cosa vuol dire fare il product designer in Italia, soprattutto se si è giovani? Certo la strada è difficile, forse “uno su mille ce la fa” ma val la pena provarci, soprattutto se si ha passione nel mestiere, e talento. Ecco, noi Id-Tippers abbiamo scavato un po’, fatto qualche ricerca, e uno di quei mille l’abbiamo trovato e intervistato: Attila Veress, laurea e master in Industrial design allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano. Attila ha vinto la prima edizione (2013) del BMW Creative Lab, un’iniziativa ideata da BMW Italia e da BMW DesignworksUSA studio di Monaco con Fratelli Guzzini, pensata per identificare giovani talenti internazionali, che studiano e operano in Italia, e aiutarli ad acquisire il know-how dell’industria. Il suo progetto si chiama “2.0”, e interpreta la tradizione della “schiscetta” ovvero il contenitore per mangiare sul luogo di lavoro, inizialmente pensato per i muratori bergamaschi: o milanesi, ma che oggi ha ritrovato una sua dimensione di attualità, originalità e design.

Attila Veress BMW Creative LabSonja Schiefer (Direttore di BMW DesignworksUSA studio di Monaco), Attila Veress
e Domenico Guzzini (Presidente della Fratelli Guzzini)
[foto via]

Cosa significa essere un giovane product designer  oggi in Italia?
L’Italia è ancora un paese che offre molte possibilità ai designer, anche perché è un paese che ama il design. La crisi si sente in tutti i settori ma proprio in questi momenti nasce il desiderio di trovare nuove strade, e quello del design è un mondo dinamico dove nascono nuovi approcci alle cose e nuovi modi di pensare da cui possono arrivare anche occasioni di rinascita e ripresa economica e sociale. Comunque sono onorato di fare parte, nel mio piccolo, della storia del design italiano.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ora faccio il designer a tempo pieno in Italia, ma nel mio lavoro non è così importante il luogo in cui ci si trova; non a caso collaboro con diverse aziende anche all’estero pur essendo basato qui. Mi piacerebbe fare più esperienze in diversi Paesi, proprio per trovare nuove ispirazioni e sinergie che mi saranno di certo utili nel mio percorso professionale. Non sono una persona che pensa troppo in là nel futuro, preferisco vivere il momento anche perché il futuro è pieno di incognite e impredicibile.

Quanto è importante per la tua carriera e per la tua crescita personale avere fatto un’esperienza internazionale?
Fin da bambino sono stato abituato a viaggiare e a conoscere persone di diverse culture: questo mi ha dato modo di sentirmi a casa in ogni parte del mondo, e, infatti, quando mi chiedono “Di dove sei?” rispondo sempre che mi sento figlio del mondo.

Ci racconti il progetto “2.0” che ha vinto il BMW creative Lab?
Ho progettato un “basket”, una schiscetta, per dirla alla milanese, che univa il mondo del trasporto con la cucina, perché volevo far incontrare due mondi così distinti tra loro, quello del cibo e delle automobili: consente alle persone di acquistare gli ingredienti, preparare le pietanze e infine di presentare e condividere il piatto con gli ospiti. Sono molto grato per questa opportunità perché mi ha portato a lavorare con BMW e in seguito con Fratelli Guzzini.

Cestino 2.0 Attila Veress BMW Creative Lab“Cestino 2.0” di Attila Veress [foto via]

Per vedere il video della presentazione dei progetti non vi resta che cliccare qui.

You may also like

Leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.